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Specchio o bilancia … questo è il problema !!!

Il dilemma di Amleto mi torna spesso in mente quando penso al giusto approccio nei confronti di un regime alimentare ed a come le personBILANCIA BIMBEe si pongano nei confronti dello stesso.

Ultimamente mi imbatto sempre più spesso in messaggi del tipo ‘7 kg in 7 giorni’ , addirittura consultando il sito di un noto personaggio mi trovo di fronte a formule magiche del tipo ‘Trimeton 5 kg in una settimana’.

Sono esterrefatta dalla constatazione che ci siano professionisti affermati che non si fanno scrupoli nel pubblicizzare nel proprio sito (con pretese salutistiche) prodotti assolutamente inconsistenti ed addirittura dannosi. Stupisce quanto i Kg vengano utilizzati come ‘cavallo di battaglia’ quando sia completamente diversa la strategia da mettere in atto, se davvero vogliamo dimagrire. 

Tornando a noi direi che il progetto di un cambiamento di abitudini nei confronti del cibo parta sempre con un obiettivo ed è proprio qui che si trova il problema. Cosa stiamo cercando? E’ importante l’ago della bilancia o l’immagine che ci viene restituita dallo specchio? C’è un concetto importante e radicato che è tanto diffuso quanto falso e cioè quello che le due cose camminino di pari passo. Niente di più errato.

Vorrei portare un caso che conosco molto bene, e cioè il mio personale percorso. Circa 15 anni fa ero una giovane adulta di 30 anni, alta 166 cm, con un peso di 58 Kg. ed una taglia 44/46. Attualmente sono una donna di mezza età, alta sempre 166 cm, con un peso di ancora 58 kg. ed una tagli 40/42. Cos’è successo nel frattempo?

Il mio peso ed anche l’indice di massa corporea (http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_massa_corporea) sono  rimasti invariati ma io sono una persona completamente diversa da allora. Vediamo cosa ha comportato il radicale cambiamento della mia immagine davanti allo specchio, a fronte di una condizione assolutamente invariata nei confronti dell’ago della bilancia.

Su consiglio di una dietologa ho iniziato a fare attività sportiva in maniera costante, introdotto l’uso di carboidrati complessi (pane, pasta, riso e cereali integrali), eliminato gli zuccheri semplici, iniziato le giornate con abbondanti colazioni terminandole con cene leggere.

L’apporto calorico non è mai stato importante e non ho mai pesato niente, sono semplicemente aumentspecchioati i consumi grazie all’attivazione metabolica derivante da queste buone abitudini. Credo che l’atteggiamento vincente sia nato dalla noncuranza con la quale è stata considerata la bilancia, a fronte della fondamentale importanza attribuita ad una equilibrata crescita organica (muscolare) . La massa grassa  è andata così decrescendo, in maniera graduale (i tempi di tale processo sono obbligatoriamente lunghi ma stabili nel tempo) ed è stato possibile non andare incontro agli effetti collaterali, rappresentati dal rilassamento dei tessuti, grazie al miglioramento della tonicità muscolare.

Ecco quindi che una importante perdita di volume e miglioramento delle condizioni generali non ha comportato un relativo calo di peso ma certamente un incremento della massa magra a discapito di quella grassa.

Ecco quindi l’interrogativo, sono dimagrita o no?

Se prendiamo in analisi il dato espresso dalla bilancia la risposta è no ma (c’è sempre un ma) la realtà oggettiva  non può che dare una risposta affermativa, forte della mia immagine attuale.

E’ esatto dire che si è dimagriti quando si sono persi 3 Kg. di peso in una settimana, con un regime ipocalorico che ci ha tolto ogni tipo di carboidrato?

E’ importante capire bene questo concetto. La massa grassa ha la caratteristica di non essere suscettibile a cambiamenti veloci; per motivi evolutivi ben radicati nel nostro DNA attingiamo a tale riserva in maniera MOLTO oculata e lenta al punto che la perdita di peso dei 3 Kg. appena enunciati non ne intacca minimamente la consistenza. Più verosimilmente l’improvvisa carestia, simulata da una dieta ipocalorica restrittiva, determina il catabolismo muscolare ed una diminuzione del metabolismo basale oltre ad una perdita di liquidi importante (anche grazie all’eliminazione di cibi zuccherini, lieviti e latticini notoriamente responsabili di reazioni da intolleranza e spesso ritenzione idrica). In sostanza l’individuo perde acqua e muscolo e ciò detebilanciarmina perdita di peso ma non dimagrimento in quanto la massa grassa rimane  la stessa.

Siamo ingrassati se facendo attività sportiva pesiamo un kg in più di quando eravamo sedentari?

In questo secondo caso l’aumento di peso è dovuto ad un incremento della massa magra (muscolare) ed al fatto che la stessa abbia la caratteristica di avere un peso specifico alto. Quindi la persona, facendo pratiche sportive prevalentemente aerobiche, perde massa grassa ma allo stesso tempo aumenta il numero delle fibre muscolari: in questo caso abbiamo una situazione di dimagrimento nonostante la sentenza della bilancia possa fare pensare al contrario. Il tutto può essere verificato dalla prov-specchio, la calzabilità dei vestiti e la sensazione di leggerezza e benessere.

In sostanza i concetti di ingrassare e dimagrire sono erroneamente legati al peso mentre questo risente, nella realtà, di fattori ben più importanti.
Si dimagrisce soltanto quando si perde massa grassa (la parte gialla di quanto espresso nel diagramma ideale che propongo nell’immagine), se il peso diminuisce per effetto di disidratazione (blu) o diminuzione della parte cellulare (rosso) NON siamo dimagriti ma abbiamo solo innestato meccanismi dannosi per la salute.

Alla stessa maniera se incrementiamo la parte rossa (con alto peso specifico) perdendone nel settore del grasso (che occupa molto volume ma è tanto leggero da galleggiare sull’acqua) avremo la paradossale situazione di dimagrimento accompagnata da aumento di peso.

Tornando al mio caso specifico è successo che il peso sia rimasto invariato (avendo sviluppato un buon apparato muscolare con l’attività aerobica costante- sono diventata una maratoneta) ma c’è stato un importante dimagrimento con relativa perdita di massa grassa e di taglie nel vestire insieme ad un ritorno di immagine che mi soddIMEDENZIOMETRIAisfa.

Capire e fare proprio questo concetto è estremamente importante per definire le strategie con le quali affrontare il progetto che porta una persona a cambiare e migliorare se stessa, il rapporto con il cibo ed il proprio corpo.

Un'altro fattore importantissimo è legato alla dipendenza che molte persone hanno nei confronti della bilancia. 
Questo strumento sembra imperare sulla loro vita ed è capace di cambiare la giornata di chi, ogni mattina, vi sale riponendo speranze nelle sue risposte.!!! Un etto in più o in meno sono capaci di condizionare umore, autostima, serenità e scelte gionaliere. Vorrei qui spiegare che tale atteggiamento è, oltre che assurdo e dannoso, assolutamente lontano dalla realtà di quanto avviene nell'organismo.

Perdere o acquistare peso in poche ore può solamente dipendere dalla componente di acqua (ritenzione o eccessiva sudorazione) Niente ha a che vedere con la parte adiposa (massa grassa, in giallo nella figura) e quindi sul dimagrimento.
Se invece un cambiamento di peso si verifica nell'arco di qualche giorno allora potranno essere sopraggiunti variazioni della componente muscolare e cellulare  (ancora niente nella parte grassa), magari determinati da un augurabile incremento muscolare ....
Soltanto in tempi non inferiori ad una decina di giorni possono verificarsi cambiamenti che interessino i depositi adiposi ed è quindi assolutamente ridicola ed inutile la giornaliera corsa al rito della 'pesata'.
Impariamo qiundi ad ascoltare i messaggi del nostro organismo, gettare via l'ansia e saper aspettare con serenità che le buone abitudini diano l'effetto dimagrante vero, quello determinato da un abbassamento del compartimento della massa grassa !!

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