La santoreggia (Satureja
hortensis, Satureia montana , - Famiglia Labiatae) è una pianta erbacea annuale, con
foglie sottili e appuntite e piccolissimi fiori rosati. Le due piante aromatiche che hanno quasi le stesse proprietà,
contengono sostanze molto attive, che si ritrovano anche nel timo,
nell'eucalipto e nel serpillo. Fu ritenuta per lungo tempo uno stimolante psichico e
fisico; contiene un olio essenziale ricco
di carvacrolo e cimolo, idrocarburi ed enzimi.
Ha proprietà antisettiche,
antispasmodiche, carminative, espettoranti, stomachiche e stimolanti; usata in
polvere sui condimenti è utile nei casi di angina pectoris,
nell’astenia, nella bronchite,
nella diarrea,
nel meteorismo e
in caso di digestione lenta.
DESCRIZIONE:
La Satureia hortensis è pianta annuale d'aspetto elegante, le cui foglie
lineari sono più tondeggianti e più rade di quelle della perenne, e rustica,
santoreggia montana. I cespi possono raggiungere un'altezza
massima di una quarantina di centimetri. Quelli della Satureia montana sono
molto adatti a formare compatte e sempreverdi siepi nane.

I fusti, ben eretti e ramificati, sono di un verde che tende al rossastro. Una
varietà di santoreggia, la Satureja repandens o repanda, è una delle più
interessanti piante tappezzanti: alta meno di dieci centimetri si espande
rapidamente in larghezza, in modo compatto e ordinato, è profumata, mantiene le
piccole foglie in inverno (tranne dove gela), presenta minuscoli fiori bianchi
e vive anche a mezz'ombra.
Le foglie sono strette, a forma di lancia, a margine intero, piuttosto coriacee e di un bel
verde brillante . Una volta
essiccate e distribuite nei cassetti, sono utili per tenere le tarme lontane
dai tessuti di lana.
Minuscoli, di colore lilla chiaro, o bianchi, i fiori della santoreggia
appaiono in estate, tra giugno e settembre, e sono molto amati dalle api. Le
cime fiorite dell'annuale Satureia hortensis vanno raccolte subito dopo la
fioritura, prima del rapido deperimento del cespo.
L'habitat della santoreggia è l'Europa meridionale e centrale,
l'India, l'Asia centro-occidentale, l'Africa meridionale: tutte regioni
temperate e sub-tropicali. Il tipo di terreno che la pianta predilige è
alcalino e ben drenato, ricco nel caso della santoreggia annuale, più povero
per la perenne. La posizione ideale è in pieno sole.
La semina della varietà annuale va effettuata a primavera e i piccoli semi
vanno solo premuti leggermente nel terreno. Le piante perenni si possono
facilmente moltiplicare dividendo i cespi in primavera e autunno, o staccando
talee in estate.
Le cure richieste dalla santoreggia sono poche: tra una pianta e la successiva
vanno lasciati almeno una trentina di centimetri di terra; una decisa potatura
ogni due anni aiuterà a tenere in forma i cespi e a rallentarne
l'invecchiamento; nei luoghi ove le temperature invernali sono molto rigide è
consigliabile proteggere le radici con uno spesso strato di foglie e frasche.
La santoreggia cresce bene anche in vaso purché le sia garantito un substrato
ricco.
Le cime fiorite della santoreggia annuale vanno raccolte in piena fioritura e
fatte seccare all'ombra per usarle in inverno. Le foglie della santoreggia
montana possono essere colte in ogni periodo secondo le necessità, ma le loro
proprietà sono all'apice poco prima della fioritura.
In cucina si utilizza per
condire tutte le vivande, dai sughi agli arrosti, dai pesci alle verdure. Per
il suo aroma pepato (anticamente chiamata 'erba pepe' e
coltivata negli orti), deciso ed eccitante, la santoreggia accompagna
infinite vivande. I farinacei e i legumi, in particolare fave, fagioli,
ceci
e lenticchie, traggono particolare vantaggio dall'unione sia a livello
di
sapore che di aumentata digeribilità. Conosciuta
da antichissima data, trova impiego in cucina come aromatizzante per l’odore
gradevole e il sapore amarognolo delle sue foglie, simile a quello del timo. Le santoregge sono
ottimi condimenti per le loro proprietà carminative in quanto facilitano
l'assimilazione di alimenti contenenti fecole; in virtù del loro potere
antibiotico, fanno tollerare all'intestino più delicato le carni frollate. I
migliori risultati curativi di questa pianta si ottengono conservandola in
mazzetti da sminuzzare sulle vivande, al momento dell'uso.È una delle
piante base per preparare una polvere aromatica che si ottiene con foglie di
rosmarino, salvia, alloro, origano e basilico, fatte essiccare all’ombra e poi
triturate.

Un impacco di foglie sminuzzate esercita un'azione astringente e antisettica
utile come trattamento di bellezza per le pelli impure.
Un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i
dolori allo stomaco, riduce la flatulenza e agisce contro la diarrea. Le foglie
fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano il dolore,
mentre le cime fiorite fatte macerare nel vino forniscono un buon tonico.
La Satureia Montana é considerata
una delle erbe afrodisiache più rinomate
Il nome, che deriva dal termine latino satyrus, fa riferimento alle queste proprietà attribuite dagli antichi alla pianta che in epoca moderna ebbe
il suo periodo di splendore ai tempi di Luigi XIV, più noto come il re Sole,
che pare ne apprezzasse tanto il gusto quanto le virtù.
E' uno stimolante dell'intelletto e
delle cortico-surrenali. E' risaputo che, molto spesso, certe defaillances di tipo
fisico sono da attribuirsi ad una mancanza di stimoli a livello intellettivo. La
carenza di fantasia o di sollecitazioni emotive giocano contro il successo di
un rapporto amoroso. Chi non riesce a trovare nel proprio "io" quelle
motivazioni che determinano una risposta positiva sul piano erotico potrà
avvalersi dell'aiuto di questo rimedio "ad hoc"nell'ambito della
natura.
La Santoreggia agisce
brillantemente proprio sul piano mentale poiché accende la fantasia,favorisce
l'immaginazione e rafforza e tonifica i nervi e imuscoli,rendendo più potente
la spinta sessuale.
Oltre a quella
coltivata, allo stato spontaneo si può trovare la santoreggia montana, che
cresce in collina fino alla fascia submontana e ama i terreni aridi, poveri di
calcio, asciutti ed esposti al sole.
Come si usa la santoreggia
Decotto: far bollire per 10 minuti in un
litro d’acqua 100g di foglie. Filtrare, addolcire con miele e berne 4 tazze al
giorno.
Infuso: versare una manciata di foglie di
santo reggia in un litro d’acqua bollente, filtrare e bere a bicchieri durante
la giornata.
5 gocce di essenza di Santoreggia su una zolletta
di zucchero 4 o 5 volte al giorno favoriscono i rapporti interpersonali,rendendoli
più brillanti e stimolanti. In tal modo si viene a creare intorno alla persona
un clima di fascino e di seduzione, una sorta di magnetismo sottile e
misterioso che favorisce la nascita di nuovi incontri d'amore.