Dieta GIFT
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La qualità dei nutrienti
Oltre al movimento fisico ed alla
‘calma insulinica’ (primi due ‘cardini’ del nostro progetto) avremo quindi
l’obiettivo di migliorare il carrello della spesa; capire il perché di
determinate scelte e quanto queste possano contribuire alla nostra forma
fisica.
Al solito partiamo da MOLTO
lontano: abbiamo visto come il nostro apparato digerente si sia evoluto per
nutrirsi dei cibi naturali disponibili nelle valli e nelle foreste: foglie,
bacche, radici e occasionalmente carne di piccoli e grandi animali. I cibi
venivano consumati quasi sempre crudi, con tutta la loro fibra e, quel che è
più importante, appena colti dagli alberi, o strappati alla terra o alla vita.
Il contenuto di vitamine, di oligoelementi, di fibra era del tutto inalterato,
e la varietà di cibi diversi, in piccole quantità, era un obbligo assoluto.
Mi fanno ridere i tentativi pseudoscientifichi di chi vuol venderci
‘beveroni’ vari affermando che mescolando farina bianca raffinata, crusca di
grano, zucchero e un pasticcio di vitamine varie, in fondo si offre un mix
accettabile. Il buon senso, prima di qualunque ricerca, ci deve dire che i cibi
freschi, crudi e ricchi di fibre, sono quelli per i quali il nostro sistema
digestivo si è strutturato.
Proviamo a fare un elenco di ciò
cui fare attenzione nella scelta durante gli acquisti:
· Indice glicemico
· Abbondanza di frutta e verdura
· Assunzione di fibra indigeribile
· Freschezza e biologicità dei cibi
· Assunzione di cibi crudi o sottoposti a cotture
leggere
· Scelta preferenziale di cibi integrali
· Colore dei cibi
· Digeribilità dei cibi
· Riduzione al minimo di cibi raffinati o
impoveriti
· Riduzione al minimo di cibi conservati,
alterati, aromatizzati
· Controllo attento nell’assunzione di grassi
idrogenati
Teniamo
conto che queste indicazioni devono essere interpretate in maniera elastica e
non sono certamente assolute.. Se è vero infatti che l’applicazione rigorosa di
quanto detto può grandemente aiutare la nostra dieta-benessere, è anche vero
che la qualità dei cibi va inserita all’interno degli altri punti “cardine”
appena visti (attivazione metabolica e calma insulinica) con i quali forma una
sola unità. Non avrebbe senso, infatti, pensare di seguire un regime corretto
perché si mangia prevalentemente integrale, se poi si ingoiano a pranzo tre
piatti pieni di spaghetti senza alcuna fonte proteica accanto, e si resta
sedentari a tempo pieno! Il controllo generale delle calorie assunte, la calma
insulinica, la distribuzione dei pasti, l’attività fisica, devono fare parte
del quadro.
D’altro
canto se proprio il “tutto integrale” non ci va giù, o solo pochi negozi della
nostra città dispongono di alimenti biologici, vuol dire che compenseremo in
qualche altro modo. Non sarà il singolo biscotto alla margarina a far
degenerare i nostri neuroni, se avremo una certa costanza nell’applicazione di
tutte le altre regole. Nessuno ci insegue.
Se impiegheremo due mesi o un anno a imboccare la giusta strada, poco cambierà.
Ma una volta che l’avremo imboccata dovremo sentirla “nostra” fino in fondo,
con il corollario di tutti i suoi benefici psicofisici.
Riguardo all’indice glicemico è necessario considerare che tale indice segue
una scala in parte indipendente dalla qualità nutritiva dei cibi stessi.
Ad esempio il miele, pur essendo un cibo zuccherino, è un alimento dalle
proprietà nutritive eccezionali, e per questo non dovrebbe mancare da nessuna
dieta. Così pure la frutta secca (fichi, prugne, datteri, uva passa): sana dal
punto di vista nutrizionale, ma purtroppo in grado di fare crescere rapidamente
la glicemia. Nella scelta quotidiana dei cibi deve dunque essere tenuto conto
di entrambi i fattori. Vi sono individui il cui pranzo o cena non prevede mai
l’assunzione di verdure: la carenza di fibre e di vitamine non tarderà per
costoro a farsi sentire. E’ necessaria infatti, come avveniva nell’apparato
digerente dell’uomo primitivo, la quotidiana assunzione di elevate quantità
di fibra indigeribile per la indispensabile funzione che questa svolge nel
velocizzare il transito dei cibi nell’organismo, nel rallentare l’innalzamento
della glicemia e nel rimuovere rapidamente le scorie dal corpo.
Uno dei consigli più utili risulta l’utilizzo il più possibile completo di
foglie, bucce e semi di frutta e verdura, e la scelta preferenziale di pane,
pasta e farine integrali in ogni occasione. Non sarà necessario mangiare le
bucce di arance e banane (anche se è possibilissimo) ma, per esempio, si può
evitare di sbucciare mele, pere e pesche nettarine, ed utilizzare
tranquillamente nell’insalata le foglie di sedani o finocchi o le bucce dei
cetrioli, che vengono invece di solito buttate. Se la cosa vi disturba, niente
di grave. La vostra dieta sopravviverà lo stesso, se compenserete in qualche
altro modo per raggiungere un’adeguata quota di fibra.
Se invece pensiamo che così facendo ci
esporremo maggiormente ai veleni utilizzati in agricoltura direi che questo è
un timore da superare: l’arsenale chimico oggi disponibile è ricco di prodotti
ad azione sistemica (quindi non limitata alla superficie del frutto), inoltre
le leggi esistenti, se rispettate, impongono tempi di sicurezza
sufficientemente lunghi. La scelta
di cibi biologici supera in
modo definitivo il problema, che, in ogni caso, non è limitato al discorso
veleni, ma riguarda soprattutto la ricchezza in elementi vitaminici e minerali
dei prodotti coltivati biologicamente (il contenuto di vitamine e minerali di
prodotti derivanti da coltura intensiva
o industriale è notevolmente ridotto, al confronto, come dimostrato da recenti
lavori scientifici).
L’importanza della spesa
Nella scelta degli alimenti che arricchiranno la nostra tavola la
freschezza assume una grande importanza. Perché scegliere papaia e avocado che
devono essere colti acerbi ed essere poi sottoposti ad un lungo trasporto prima
di arrivare a noi? E perché il tonno o i piselli in scatola se esistono pesci
freschi (o surgelati) e gustose verdure in cassetta? Il valore nutritivo di un
prodotto fresco è estremamente diverso rispetto a quello di uno conservato, se
solo siamo in grado di leggere al di là del mero contenuto in protidi, glucidi
e lipidi.
Non ha poi molto senso scegliere cibi freschi se il loro consumo avviene dopo
laboriose cotture o lunghi periodi di stazionamento nel frigo. E’ necessario
che una gran parte dei cibi venga consumata cruda, e che i cibi cucinati siano
sottoposti a cotture brevi, in grado di alterarne i valori nutritivi solo in
minima parte. Una buona regola può essere quella di avere sempre in tavola
qualcosa di fresco, crudo, vivo e colorato da sgranocchiare o da intingere in
maionese fresca .
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