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Primi passi. L'autostima

 Vediamo di provare ad applicarle i tre cardini di Dieta GIFTsu di un esempio tipo ma per primissima cosa cerchiamo di trasmettere un'importante informazione che deve entrare a far parte del bagaglio delle certezzedi ogni individuo.

Ecco quindi una signora fantomatica alla quale daremo un nome ed una storia personale (spesso simile a tante altre). Con lei porremo le basi disimpsonrunner un percorso di attivazione metabolica e crescita organica che ci condurrà ad un dimagrimento nel rispetto della componente muscolare (leggi perdita di massa grassa rispettando il patrimonio cellulare).

Poniamo il caso di una signora ancora giovane ma non più ‘di primo pelo’, ad esempio la moglie di uno dei nostri runner, una signora di 40/45 anni che negli ultimi 20 abbia condotto una vita sedentaria. Poniamo che oggi sia in sovrappeso e desideri prendere a muoversi per far compagnia al marito perdendo un po’ dello ‘zainetto’ di grasso che si porta appresso ormai da molto … molto tempo.

Naturalmente la nostra amica Giulia  (chiamiamola così) avrà fatto, in passato, tutta una serie di diete e dietucce che la hanno accompagnata verso un lento ma inesorabile aumento di peso … possibile?

E’ ormai accettato dalla comunità scientifica e sono chiari i meccanismi che portano un individuo sottoposto a dieta ipocalorica ad una immediata perdita di peso, seguita da una stabilizzazione dello stesso ed ad un successivo, repentino recupero dei kg (spesso con un ‘rincalzino’ che porta la bilancia sempre più in alto) al momento in cui la dieta viene interrotta.

Proviamo a semplificare ed a rendere accessibili a tutti, i meccanismi che entrano in gioco e che determinano quello che potremmo definire il ‘copione della dieta ipocalorica, tristemente ripetuto nel 90% dei casi.

Giulia, come moltissime altre, è stata un adolescente normopeso, dedita ad una attività sportiva e vivace nelle proprie relazioni.  Ha mantenuto un peso adatto alla propria struttura fino ai 16/17 anni, quando ha iniziato scuole più impegnative, ha lasciato lo sport ed ha cominciato a non entrare più nei pantaloni . Ha così intrapreso la prima dieta con un buon risultato, poi è ingrassata di nuovo e … da allora la sua taglia è aumentata, lentamente ma in maniera inesorabile !!!

Verso i 25 anni ha avuto una prima figlia e non è mai riuscita a perdere completamente i kg acquistati, una seconda gravidanza l’ha lasciata con un ulteriore aumento di peso e con l’andare degli anni le tante diete sono servite a ben poco (se non a lasciarle il ricordo di una figura fisica che si è comportata come uno yo-yo, con un andamento ciclico caratterizzato da rischi per la salute ancora più grandi di uno stabile sovrappeso).donna della pietra

Adesso ritiene di avere circa 12 kg da perdere, non stima molto se stessa ma è finalmente decisa a provare ancora … in maniera diversa !!!

La prima cosa da affrontare sarà la consapevolezza dei meccanismi che hanno innescato tutto ciò, questo aiuterà Giulia  a non sentirsi più quella persona priva di volontà, incapace di resistere agli istinti, debole e poco considerabile nella quale spesso si identifica.

Cominciamo quindi con il ricordarle che l’uomo è il risultato di  un’evoluzione della specie (si, dobbiamo proprio partire dagli albori ), noi siamo i figli di quegli individui che meglio hanno saputo resistere ad un ambiente ostile (fame, predatori, cacce, carestie), che si sono riprodotti ed hanno trasmesso alle nostre generazioni i propri geni e le proprie innate capacità.

Ma quali meccanismi hanno selezionato individui capaci di superare improvvise carestie? In condizioni di carenza di alimenti l’uomo ha imparato a mettere in atto idonei meccanismi di difesa che permettono di risparmiare i consumi e di accumulare il più possibile le risorse occasionali. Millenni di evoluzione hanno affinato delicate interazioni  ormonali capaci di risparmiare ed immagazzinare ogni singola caloria.
L’uomo moderno è biologicamente identico al suo antenato delle caverne e quindi assolutamente capace di resistere a periodi nei quali le risorse scarseggino superati i quali tende ad immagazzinare tutto il possibile in previsione di nuove carestie …...

Non solo, i nostri antenati hanno anche affinato meccanismi che hanno permesso loro di approfittare prontamente di occasionali prede o raccolti. In presenza di tali opportunità erano capaci di ingerire anche grandi quantità di cibo che dovevanoservire (a maggior ragione durante le carestie) a ristabilire idonei livelli di riserve.

 In presenza di cibo era quindi istintivo mangiare ‘a crepapelle’ e questa capacità ci ha mille volte salvati dall’estinzione.

Niente di più normale, quindi, nei comportamenti che hanno portato Giulia, in passato, a non saper resistere ad una fettona di gustosa torta trovata nel frigo, ad una frittura di patatine appena fatte o ad una pizza golosamente fumante … magari dopo una giornata condotta ‘a stecchetto’ nel tentativo di perdere qualche etto di peso.

Peccato che lei, come la maggior parte delle persone che non riescono a controllare i propri impulsi verso il cibo, si sia per questo condannata a pesanti sensi di colpa e che si sia sentita priva di stima per se stessa.

Avere attacchi di fame serale dopo una intera giornata di rigida dieta ipocalorica è un fantastico istinto di conservazione che non rispecchia certo l’ideale dei comportamenti alimentari ma che è assolutamente naturale !!!

Ecco quindi facilmmiseria e nobiltàente spiegabile il perché del fallimento dei regimi ipocalorici intrapresi da Giulia, dell’inevitabile nuovo acquisto di peso e della successiva facilità di accumulo negli odiati cuscinetti adiposi.

Come tutti gli adolescenti ha goduto del periodo nel quale il metabolismo raggiunge la massima velocità ed in concomitanza con una stabilizzazione dello stesso ha smesso di fare sport..

Ha così cambiato le proprie abitudini di vita ed ha imboccato quella via che troppo spesso conduce al sovrappeso e perfino all’obesità (sempre più diffusa e preoccupante ormai anche nel nostro paese).

Chiarito questo meccanismo proviamo ad accompagnare Giulia verso una nuova consapevolezza di se stessa, verso una strada che la porti a cambiare le proprie abitudini di vita rendendola la prima protagonista della propria salute e delle proprie scelte

Per farlo avremo bisogno di un rapporto trasparente con una persona che abbia stima verso le proprie capacità e che sappia trovare la forza e la costanza di chi è certo delle proprie possibilità.

 

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