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Maggio

Quando il sorriso viene dalla pancia 

                E’ ormai universalmente accettata la teoria secondo la quale l’uomo è dotato di un sistema nervoso che non risponde alla volontà. Va sotto il nome di sistema neurovegetativo ed ha la funzione di regolare l’attività degli organi interni. Meno noto il fatto che J.N. Langley (scienziato che ha dedicato la sua vita a tali scoperte e che nel 1921 pubblicava  ‘The Autonomic Nervous System’) avesse ripartito tale sistema in simpatico, parasimpatico e sistema nervoso enterico….. sembra infatti che quest’ultima parte sia andata perduta e  per oltre un lustro gli scienziati hanno considerato i plessi nervosi gastro-intestinali come una parte del sistema vagale (parasimpatico).

due cervelliDobbiamo ai lavori di Gershon  (Il secondo cervello - 2006), la possibilità di uno sguardo più completo e realistico con la scoperta di un sistema neurale molto complesso e praticamente indipendente dal sistema nervoso centrale, una ‘rete’ in grado controllare motilità, secrezione, assorbimento, immagazzinare ricordi, stati d'animo ed impattare in modo importante sul benessere.

Si tratta di oltre cento milioni di neuroni capaci di dialogare con le cellule immunitarie delle mucose, con gli ormoni  ed i neuropeptidi secreti dai vari organi e tessuti oltre che con il  Sistema Nervoso Centrale.

La relazione tra i due cervelli permette che le informazioni vadano in entrambe le direzioni e questo dimostrerebbe quanto da sempre intuito dalla medicina cinese e da molte pratiche naturali, dall’alba dei tempi.

E’ infatti da sempre noto come lo stress e le mozioni negative possano influenzare il benessere dell’intestino  disturbando la peristalsi e la regolarità dell’alvo. Del resto anche la relazione inversa si è rivelata esatta e le alterazioni del sistema nervoso enterico possono provocare effetti importanti sulla nostra salute mentale. E’ a questo proposito che vale la pena di indirizzare la nostra attenzione per scoprire che non solo lo stress e la depressione possono provocare disturbi gastro-intestinali ma che, al contrario, una problematica della ‘pancia’ può determinare disturbi dell’umore.

L’attore principale di questo scenario è la serotonina, una molecola da sempre nota per le sue implicazioni con le problematiche di tipo depressivo e la cui carenza si lega a noti disturbi dell’umore. Non tutti sono a conoscenza dal fatto che la stessa venga prodotta per oltre il 95% dalle cellule cromaffini che si trovano a livello intestinale. La sua funzione è, tra le altre,  quella di modulare i movimenti peristaltici, agire sul tono vascolare e dare segnali di benessere (sazietà) o di disagio (nausea).

Questa molecola è tenuta sotto controllo da delicati meccanismi di feedback in quanto un suo eccesso può causare patologie che possono arrivare fino a gravi infiammazioni ed allo shock anafilattico. Ecco che un suo eccesso di produzione (ad esempio a causa di infiammazione intestinale) viene compensato dalla desensibilizzazione dei recettori e dall’attivazione di un enzima che ne favorisce la demolizione. 
Questa condizione determina quindi un abbassamento reattivo della disponibilità di serotonina sia a livello enterico (con possibili problematiche di stitichezza) che a livello cerebrale fino ad arrivare alla paradossale situazione nella quale si verifica una carenza che determina problemi di depressione.
Anche l’alimentazione quo
cervello entericotidiana impatta fortemente sul nostro cervello, un pasto con prevalenza di carboidrati ha la capacità di aumentare la presenza di triptofano a livello centrale e quindi alzare il livello dell’umore. Tale meccanismo ha ancora la serotonina quale principale protagonista visto che il triptofano ne è un precursore. Al contrario un pasto con prevalenza proteica favorisce una situazione nella quale il triptofano subisce la competizione con altri aminoacidi maggiormente affini al superamento della barriera ematoencefalica, con bassi dosaggi centrali e problematiche umorali.

Tale affermazione potrebbe, erroneamente, suggerire pasti ricchi di carboidrati semplici ma, in questa sede, occorre una precisazione importante. 
L’eccesso di carboidrati semplici ha un effetto deleterio sul cervello, ne diminuisce la capacità di utilizzo del glucosio ed implica grosse complicanze metaboliche. Al contrario l’uso di carboidrati complessi quali  la frutta e la verdura (ricche tra l’altro di acido folico dal quale ha origine un antidepressivo endogeno s-adenosil-metionina), l’equilibrio tra i nutrienti e la loro combinazione, il tempo di assunzione possono influenzare positivamente l’umore.

Guarda caso ecco un altro studio dalle inconfutabili basi scientifiche che viene ad avvalorare e sottolineare le raccomandazionidi Dieta GIFT in merito ad un bilanciamento di ogni pasto.

Un buon segnale mediato da carboidrati complessi fin dalla prima ora dal risveglio va ad attivare quel sorriso che nasce dalla pancia e che, con l'apporto proteico e della fibra, ci garantisce benessere e buon umore !!!

www.eurosalus.com
F. Bottaccioli 'Psiconeuroendocrinoimmunologia' - RED  2005
L.F.Agnati e al 'Nutrizione e cervello' Pythagora Press - 1992
M.D.Gershon 'The second Brain' Harper  Collins - 1999
H.R.Liberman ' e al  'Nutritional neuroscienze' - CRC Press - 2005


Parliamo di germogli

A Maggio la voglia di alimenti freschissimi esplode un po' in tutti noi.
Un bel piatto unico composto da insaltata il più mista possibile, con erboline, erbe aromatiche, una porzione proteica, dei semi oleosi e tanta fantasia  è quanto di più appetitoso farsi venire in mente.
Proviamo a germoglicoltivare nelle nostre case anche un ulteriore ingrediente che le arricchirà e le renderà ancora più saporite.
Il periodo nel quale un seme di trasforma in germoglio ha una particolarità praticamente unica nel mondo vegetale.
E' il periodo di crescita più intenso e mai più la pianta si svilupperà con tanta velocità arrivando a moltiplicare di 10\20 volte la naturale ricchezza del seme di soia, riso, grano ecc…
Approfittiamo quindi di questa fonte naturale di vitamine (A,B,C,E), enzimi e preziosi nutrienti. Nelle insalate avremo il piacere di un gusto nuovo, delicato e vitale che accompagnerà qualunque tipo di verdura fresca in un piacevole connubio di sapori e salute.

In particolare:

 Germogli di soia - Particolarmente ricchi di fosfolipidi utili nella composizione delle membrane cellulari. I germogli di soia verde (o azuki), sono  i più facili da far crescere e hanno la particolarità di contenere molti sali minerali come calcio, ferro, potassio, e un completo spettro di preziose vitamine freschissime. Composti al 20% di proteine e con un apporto calorico di 30 calorie per 100 grammi di germogli, possono abbassare il colesterolo e regolare la pressione arteriosa.
Germogli di grano -  Dal sapore leggermente zuccherinoè  consigliato ai bambini per l'altissimo valore nutritivo.  L' apporto energetico del grano è dato da: proteine,glucosio,calcio,potassio sodio,ferro sali minerali e vitamine.
Germogli di girasole - Dal gusto dolce e gradevole al sapore di nocciola se usato nei primi 2/3 giorni di germinazione, per poi insalata germogliassumere via via un gusto più amarognolo. Ricco di Sali minerale e vitamine A,B,D, .Favorisce lo sviluppo del tono muscolare e ha effetti benefici su ossa e dentizione.
Germogli di cipolla  - Dal caratteristico gusto piccante conosciuta sin dagli antichi Egizi e in tutto l'Oriente per le sue proprietà antireumatiche,diuretiche e digestive. Ricca di Sali minerali utile per lenire le infezioni urinarie e respiratorie.
Germogli di lenticchia - Sono ricchi di Vitamina A, B1-2-3-6-12, C, E in più sali minerali come calcio e potassio. Caratteristica apprezzabile il fatto che abbiano soltanto circa 30 calorie per 100 grammi.. Da consumare prima che spunti la foglia perchè altrimenti  perdono una parte dei principi nutritivi. Sono ricchissimi di proteine e fibre come del resto tutti i legumi .


Come farli crescere

Ho trovato il metodo curiosando su internet e l'ho subito adottato con risultati MOLTO soddisfacenti.
Si tratta di acquistare semi provenienti da coltivazione biologica e poi buttarsi in questa giocosa avventura che un po' riporta sui banchi di scuola, ai  primi esperimenti  ed al 'fagiolo nell'ovatta'.
Ecco quindi l'occorrente: i semi, un contenitore della ricotta fresca (interno forato + esterno), acqua, memoria ed appetito!!!
Si mettono i semi  nei contenitori e si lasciano a mollo per una notte; al mattino si scolano e si pongono a temperatura ambiente, al buio. La memoria serve per ricordarsi di immergerli in acqua per un minuto circa due volte al giorno (al mattino ed alla sera), l'appetito per mangiarseli appena pronti.
I germogli di soia verde e quelli di lenticchia sono i più veloci a crescere e ne tengo sempre qualcuno pronto, a me piacciono e con loro riesco sempre a stupire i miei ospiti.


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