Lettera a Luca che non sa di allenarmi !

Giugno 2007

con lucaCaro  Luca, ho deciso di partecipare alla mia decima maratona e sarai il mio preparatore (non te lo dico ufficialmente così non puoi dire di no :-).

E’ un progetto che mi tiene compagnia da quasi tre anni,  un sogno che porto con me da quando sono uscita dalla sala operatoria ed ho deciso che avrei fatto tutto l’umanamente possibile per tornare quella di prima ! Sento che è il momento di provare ancora e la tua tabella mi aspetta fiduciosa, nel mio PC !!!

Penso al nostro incontro a Scandiano, gli amici comuni dei DRS, un sodalizio cominciato in sordina per approdare ad una bellissima intesa ed amicizia. Tu avevi ancora il tuo vivaio ed allenavi runners strappandone il tempo all’attività principale, io tanta  voglia ritrovare la gioia di correre dopo un periodo alterno di infortuni e svogliatezza !

Eccoci lì a lavorare insieme con i consigli e le indicazioni che viaggiavano via internet, i risultati che cominciavano ad arrivare, gli allenamenti inusuali e stimolanti, io che miglioravo e tu che riuscivi a darmi entusiasmo ….. sono arrivati i miei PB nelle varie distanze, bei piazzamenti nella corsa con ciaspole, soddisfazioni grandi per entrambi mentre preparavamo l’obiettivo principe; la maratona !!!!

Ed è arrivata anche lei, a Siracusa, dopo qualche mese insieme, la vittoria in una maratona (minore, è vero ma che soddisfazione :-D ) e tanti progetti che sembravano alla portata di mano.

Facendo la pace-maker alla maratona di Roma ho conosciuto un tuo pupil del quale, insieme ad Antonella, mi avevi parlato tanto bene ed adesso siamo sposati, regalo più bello non avresti potuto farmi ! :-)

Ma la vita è abbastanza dispettosa ed a qualche mese da tempi e prestazioni sempre in crescendo è arrivato un dolore crudele alla schiena; esami, visite,firenze marathon impossibilità a correre e poi anche difficoltà nel camminare, l’incapacità di acchiappare la mia bambina che voleva  giocare a correre…………

La diagnosi non è certo stata drammatica ma ha dato un taglio netto alle ambizioni ‘corsaiole’, è stato necessario intervenire con una stabilizzazione vertebrale ed il chirurgo si è dichiarato scettico riguardo alla possibilità di correre ancora… staremo a vedere !!!!

Così sono uscita da quella sala operatoria con il desiderio di un’altra possibilità, il sogno della mia decima maratona !!!

Penso alle prime uscite con le signore della Valbisenzio, mi hanno aiutata ed aspettata mentre arrancavo un km per volta a 7/8 min. al km, con le lacrime agli occhi !! Secondo l’ortopedico il correre è uno sport che non fa bene alla schiena ma  non mi avrebbe fatto particolari danni; sempre meglio che se fossi ingrassata o avessi perso la tonicità ai muscoli paravertebrali … ho stretto i denti ed ho continuato !

La cosa strana era che a velocità basse avevo la stessa sensazione di fatica di quando andavo ben più forte e l’incapacità assoluta di riuscire a capire il ritmo ….

Da allora sono passati quasi tre anni ed ho provato più volte a preparare una maratona; il tuo libro in mano (mente e maratona per non fare nomi) e la voglia di farcela !

Forse però i sogni più belli sono tali proprio perché difficili da realizzare e mi sono infortunata più volte, forse la carrozzeria non era ancora riuscita a compensare l’inevitabile deficit, forse era necessario aspettare più tempo... certo il nostro corpo ci ferma quando non siamo ancora pronti !!!

Ho azzerato tutti i personali, atleta nuova e tempi nuovi pensavo; avevo bisogno di non confrontarmi con quella runner che ero stata pena il perdere sempre!!

Ho ‘agguantato’ i miei pensieri positivi ed ho ripreso ad allenarmi con serietà !!

Una casa ed una vita nuova hanno preteso impegno e dedizione e così mi sono data più tempo per prepararmi, poi nel Novembre 2006 mio marito mi ha regalato un ipod con un kit-corsa ed ho avuto una motivazione in più per i miei allenamenti solitari.

Un’intera comunità di runners  che corrono e scaricano i propri km in internet, la possibilità di corse virtuali con atleti di tutti il mondo, sfide allegre e scambi di opinione ... sono arrivata alla maratona di Ostia dello scorso anno con l’idea di usarla come lunghissimo (lo sai bene, sono allergica a questa distanza ed ho bisogno di inserirla in una gara o non ce la faccio),  poi alla mezza di Roma-Ostia con l’idea di approdare alla Maratona di Roma, il mio sogno !!!

Ma non è andata bene ed un ennesimo acciacco fisico mi ha fermata !!!

L’ultima volta che ci ho riprovato ho pensato di prendere in giro me stessa con una tattica diversa. Mi sono impegnata seriamente per preparare una mezza maratona che si corresse alla fine diSettembre (con il CD di Arcelli; funziona)  e poi ho rispolveato una ‘tabellina’ che mi avevi preparato i primi tempi per poter correre la Maratona di Firenze in due mea scandianosi !!!!

Obiettivo ambizioso, voglio provare in 2.59.59 !!!

E così si ricomincia con pazienza e costanza, i giri di pista, le salite, le ripetute, i progressivi e tutti quei lavori un po’ sadici che impinguano le tue tabelle :-) !!! Durante l’estate l’orario è spesso proibitivo,  al mattino prestissimo, finisco l’allenamento alle 5.30 ed alle 6.30 sono al lavoro! 

I sogni sono cari e si pagano in anticipo e così corro e miglioro, sempre di più !!! Riuscire a terminare i tuoi allenamenti è duro ma lo sapevo già  ed arrivano bei risultati, addirittura vinco qualche gara !!!

Tengo un diario nel quale scrivo tutto come se dovessi renderti conto della preparazione, sei il mio allenatore anche se non lo sai ma lo saprai in futuro!

La maratona di Firenze si avvicina e fermo un crono della mezza (tre settimane prima) a 1.22.02 …. Comincio a crederci !!

Devi sapere che mi sono iscritta a Firenze all’inizio di Novembre, per scaramanzia e con la paura dell’ennesimo infortunio ma stavolta tutto sembra andare bene !

Solo una settimana prima fermo il crono di una 10km a 37'.16" e sarei al settimo cielo se non fosse per un risentimento muscolare che mi fa aver paura fino all’ultimo !

Poi ci siamo ! 25 Novembre 2007

i cicloniDomenica,  tempo grigio e la mia Firenze mi strizza l'okkio... mentre lo stomaco è già strizzato di suo... mi spoglio, lascio la borsa a cerco il bus-navetta per salire al Piazzale Michelangelo !

In fila alla fermata una ragazza con il proprio compagno, siede sulla sua carrozzina ed ha vicino il suo ciclone; l'aiutiamo a salire e lei sorride e ringrazia !

E' tesa (come tutti del resto) ma ha una serenità che è già una lezione di per se.

L’aiutiamo a far salire il ciclone e mi stupisco della sua leggerezza, il paragone và alle mie scarpe e faccio tutto il tragitto bloccandolo in posizione verticale (per occupare meno posto) proprio con una di queste.

Ok, via il crono, ho deciso che stavolta non serve, correrò libera da vincoli di tempo !!!Formalità e saluti ed infilo nella mia gabbia, vedo ancora quel ciclone sulla linea di partenza.... 
buona fortuna, mi emoziono per cordini che guidano atleti non-vedenti che dicono diversi e sono esempi da brivido !

Ok,
si parte, davanti i top-runner e la discesa ci porta in città..... sì, sono partita troppo forte e lo so perfettamente ma ho deciso che è quanto devo provare a fare e va bene così ! Fisso la linea verde e porto il pensiero all'andatura, la sento sostenibile, il bacino leggermente in avanti, lo sguardo a 40 metri, la schiena dritta, ok ce la posso fare !!

Si scivola un poco e l'assetto si adatta al terreno, tante persone per strada e amici  ad urlare il mio nome... corro e Firenze mi tiene dentro di se !

Ho diviso la distanza in sei blocchi da sette km e mentre scorrono li conto, ogni tanto mi ripeto come devo tenere la postura, una scusa per occupare la mente ed  ancora la linea ad incollare i miei occhi. Ci sono alcuni punti del percorso nei quali il pubblico sembra spingerti d'entusiasmo, una sensazione davvero bella, cerco pensieri positivi e non so cosa rispondere a chi mi chiede,
affiancandomi, a quanto vado, a quanto voglio finire...  - ma come fanno a parlare ??? Non so a quanto vado e neppure lo voglio sapere !!! -

Scorre Palazzo Pitti e tante persone, trombette, urli ed un sostegno tangibile, nella zona dello stadio la fatica è già tanta e cerco il pensiero di tante volte in cui, in allenamento, ho pensato di non farcela ed invece ho concluso una bella preparazione... - è la stessa cosa, pensa a correre e vedrai che va bene !!!! -

Ecco la mezza, accidenti è davvero troppo forte ; spingo un po' meno e si va ancora avanti tornando nel centro cittadino; adesso la fatica comincia a sentirsi ma siamo nella seconda parte e credo di essere al terzo posto... wow !!!!

Ecco i miei figli, mio nipote, mio marito (quanta forza mi danno) che urlano come ossessi,  - forza Pat, corri. -

Cerco ancora la compagnia di bei pensieri; ogni volto del  Lammari, gli amici delle gare,  i runners della podistica Solidarietà, i compagni di corsa virtuale di nike+, tu ed Antonella ... la linea mi ipnotizza e le gambe vanno.

Al 30esimo sto soffrendo, entro nelle Cascine e penso che sono il percorso dei miei primi allenamenti adulti, il teatro de mille piccole sfide con me stessa...  - forza che adesso vediamo di che pasta sei fatta !!! -
arrivo
E' una pasta un po' fragile, piano piano le gambe si fanno più pesanti, la schiena protesta ma lo sapevo e sono pronta; rallento ma so che arriverò in fondo, penso ad una gara di 12 km da portare a termine e costringo le gambe a correre ancora !!

Passa una ragazza, una bella corsa leggera e mi serve da 
riferimento mentre si allontana accompagnandomi al 35°, ok ci siamo !!!

 Le gambe sembrano di gesso ma girano ed è quanto basta, forza mi ripeto ed è sempre più difficile... la schiena adesso sta urlando ma la conosco bene, non mi spaventa più e la lascio stare, peccato che anche le gambe non collaborino molto e soffro come non avrei creduto.

Passa ancora una donna, mancano solo due km e mi faccio aiutare dal pubblico, da  tanti volti fuori e dentro di me che mi sostengono per non fermarmi.
VOGLIO arrivare in P.za S. Croce e stacco il cervello agganciandomi a ritornelli di conti kilometrici ed al disegno del lastricato e dei Sanpietrini ... corro e basta ma i km sembrano non scorrere più mentre la schiena mi tira indietro.

Oggi, però,  ci vorrebbe un fucile a pallettoni per fermarmi ed all'improvviso vedo il tappeto, i gonfiabili, il traguardo.... arrivo guardando il tempo e vedo un fantastico personale, mi fermo quasi stupita nelle braccia di mio marito e non posso fare a meno di piangere, piano.