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L'immagine corporea

Quando si parla di anoressia mentale, di obesità e di disturbi dell’alimentazione, ci troviamo costantemente di fronte a patologie nelle quali  una importante componente è costituita da un’alterata percezione dell’immagine corporea.
Di cosa si tratta?
immagine corporea
E’ definita come ‘l’immagine mentale personale della forma, della dimensione e della taglia del corpo, dei sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e alle singole parti fisiche ".
Proviamo ad analizzare quanto scritto per capire questo importante concetto e utilizzare le conoscenze per comprendere ed affrontare le varie problematiche che ne sono connesse.
Intanto è chiaramente una proiezione personale, è il come ogni individuo interpreta la propria forma e quanto questo agisca nel provocare sentimenti di autostima o disprezzo di se.
La chiave di tutto sta proprio in questo. Un’immagine che non viene percepita come è nella realta ma deformata da un filtro che risente fortemente delle aspettative, dei retaggi culturali,  dei modelli  assunti da ogni individuo.
Abbiamo inoltre una variabile importante, consistente nel tempo e nei cambiamenti conseguenti allo stesso: l’immagine è suscettibile a cambiamenti continui, dall’infanzia all’adolescenza ed alla vecchiaia, in un’evolversi non sempre privo di problematiche.
Nella nostra società abbiamo modelli di riferimento stabili, ogni individuo vorrebbe essere il più vicino possibile a quanto propinato nelle sfilate, nelle pubblicità e sui giornali, sempre, chiaramente in contrasto con il continuo cammino di un corpo che cambia e si adegua alle varie età della vita.

Esiste un’immagine imposta dai mass-media ed adottata in maniera inconsapevole dalla maggior parte delle persone che tentano disperatamente di adeguarvisi, idealizzando nella stessa la chiave del successo e del benessere personale.
In società antiche l’ideale femminile era molto diverso da quello odierno ed anche ai giorni nostri  vi sono culture che non idealizzano la magrezza. Un importante tassello nella comprensione del fenomeno dei modelli culturali si ha in studi che analizzano l’immagine corporea di ragazze africane ed hawaiane, in tali culture l’ideale femminile è certo più giunonico che nella nostra ed i disturbi sono decisamente meno diffusi.  
Veline, indossatrici-grissino, modelli scultorei  propongono una realtà falsa che viene tuttavia inseguita ed agognata, idealizzata fino a farne un fine ultimo da conseguire ad ogni costo.
Eccoci quindi di fronte ad un ideale spesso impossibile da raggiungere, una specie di macigno che opprime quelle persone che inseguono un risultato irrealizzabile e che  quindi si autocondannano ad essere insoddisfatti di se stessi, costantemente in lotta con un’immagine al di sotto di quanto ricercato.
Dall’altra parte la stessa pubblicità porta sul mercato alimenti che promuovono condizioni di sovrappeso con un bombardamento costante di prodotti ricchi di zucchero, alcolici, cibi precotti ricchi di grassi idrogenati, merendine e bibite gassate, promossi da figure magre e proporzionate.
In questa confusione di
dea madremodelli, nell’incapacità di realizzarsi come nei desideri trova fertile terreno un concetto molto basso di se stessi, una perdita di autostima legata indissolubilmente alla propria immagine.
Ecco che una persona perfettamente normale può arrivare  a sentirsi a disagio vedendo in se stessa difetti inesistenti o accentuando talune caratteristiche irrisorie che la fanno sentire osservata e criticata, derisa. Per difendersi da tale situazione  può arrivare ad assumere comportamenti particolari quali restrizioni alimentari, rinunce eccessive, esagerata attività fisica, continuo ed attento controllo del proprio corpo fino all’eccesso di interventi chirurgici per correggere difetti che soltanto l’interessato vede come tali.
Ecco che si innesta una spirale che può portare ad una errata percezione di se stessi, indipendente dalla realtà una persona può vedersi come non è, nessun altro la vede .
Si innesta una condizione di tale autocritica da puntualizzare pesantemente piccoli difetti invisibili ad altri.
In particolari  casi individui di peso assolutamente normale si sentono e si convincono di essere grassi in maniera addirittura deforme , di essere osservati e disprezzati per questo, considerati inferiori da tutti gli altri.
Un conflitto tanto forte tra mente e corpo può generare un disturbo alimentare che può manifestarsi con un tentativo disperato di controllare la situazione per mezzo del peso. Il mezzo per raggiungere tale fine è spesso costituito da comportamenti pericolosi.
A questo proposito ecco quanto scritto dal Dr. Emanuel Mian:

‘Digiuno, vomito e attività fisica eccessiva, sono comportamenti tipici di chi ricerca la perfezione fisica perché subissato da richieste ed aspettative eccessive verso il proprio corpo, che non corrisponde all’ideale estetico né personale, né collettivo.
Il desiderio di apparire diversi da come si è, implica sentimenti continui e a tal punto ossessivi verso la problematica, che a lungo andare finiscono con l’invadere la sfera dei rapporti inter ed intra personali: l’autostima dell’individuo, che evita di frequentare luoghi pubblici perché si sente inadeguato, raggiunge livelli bassissimi perché strettamente correlata con la percezione del proprio corpo. Sebbene la problematica dell’insoddisfazione corporea, appartenga perlopiù all’universo femminile, va precisato, che anche gli uomini sempre più spesso esprimono un giudizio verso sé stessi e gli altri, che tiene conto di peso e “stato di forma” e predilige l’apparire a discapito dell’essere.’

Quando un individuo vive la sua vita con l’assoluta priorità di perdere peso per raggiungere un’immagine idealizzata entra in un vortice nel quale questo diventa la sola cosa importante  ed ogni etto, ogni centimetro, ogni variazione costituiscono motivo di gioia o disperazione, frustrazione o orgoglio, autostima o disprezzo di se.
Certo è che le ragazze sofferenti di anoressia mentale non riescono neppure a riconoscere, nella loro immagine riflessa, il grado di magrezza raggiunto, continuano in assoluta buona fede a vedersi grasse ... non si rendono conto di quanto stia accadendo e piano piano interiorizzano una figura irreale che viene vissuta come la sol
modella troppo magraa autentica che non può essere cambiata per mezzo di nessuna dimostrazione logica.
Le metodiche utili a cambiare un’errata percezione di se stessi consistono in pratiche che sensibilizzino la propria autostima  riconoscendo doti non legate all’apparenza del corpo, dando valore alle caratteristiche di simp
atia, abilità, cultura, fantasia , umanità.
Il ricorso a professionisti della psiche o a consuellor è una indicazione certamente utile ed a questo proposito vi invito a leggere questo
articolo sul sito Eurosalus: Il corpo nei processi di psicoterapia e counseling: consapevolezza corporea e crescita personale  .
Il cambiamento di stile di vita è però la vera chiave di svolta. 
Cerchiamo di analizzare come la graduale adozione dei principi GIFT possa essere un aiuto tangibile nel cercare di superare la condizione di 'alterazione dell'immagine corporea'. 
Prendere in mano la propria vita per decidere di cambiare è il primo passo che implica un rafforzamento della personalità e dell'autostima. 
Nutrirsi in maniera sana ed equilibrata ed associare a questa abitudine una costante attività sportiva di tipo aerobico comporta un cambiamento fisico che  è il risultato (e quindi la naturale gratificazione) di un lavoro consapevole. 
Attività e corretta alimentazione hanno pari valenza e l'una è strettamente legata all'altra perchè possano verificarsi le condizioni che portano ad un aumento dei consumi, un miglioramento dell'umore, una tonicità che sono il preludio ad una diversa immagine di se. 
Ricordiamo sempre che la nostra immagine è suscettibile di cambiamenti ed evolve insieme alla nostra crescita fisica e psichica. Cambiare le abitudini di vita significa promuovere importanti cambiamenti, nel bene e nel male, stà a noi raggiungere la consapevolezza di ciò e 'lavorare' nella direzione giusta.
Infine un valido aiuto può venire dalla pratica di attività rilassanti (yoga, training autogeno, meditazione) con la finalità di conoscere il proprio corpo, liberarsi dagli stress ed ascoltare se stessi,  la coltivazione di hobby dovrebbero sostituire il maniacale sfogliare di riviste e programmi- spazzatura troppo presenti sui mass-media.

 -   SocialNews (Febbraio 2007) mensile di promozione sociale organo di divulgazione del Ministero della Giustizia e del  Ministero dell'Interno  - Emanuel Mian
  -  
Il corpo come rappresentazione di bellezza ideale -  Claudia Ravaldi
 -    Immagini dal Web
-    Emanuel Mian - 'Specchi'  - Phasar Edizioni 2006

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