Eurosalus Dieta GIFT Corsa Mente e Corpo  Podistica Solidarietà Quo Vadis MTB DreaMTB
logo
Home Il mese di ... Su di me La mia scuola di Naturopatia News Punto Assistenza GIFT



  Dieta
GIF
T
   Primi passi
   Autostima


     GIFT Style
     Specchio o bilancia ...
    Attivazione Metabolica
   Calma Insulinica
   Qualità dei nutrienti   
   10 'regole'
   Impedenziometria
   Quale pane?
   Fermenti lattici, topolini ...
    Corri e  sei felice
   Squilibri metabolici
 

Fibra e salute

La fibra alimentare si può suddividere in solubile  in acqua (pectine, gomme, mucillagini) o insolubile in acqua (cellulose, emicellulose, lignine). Tutte le fibre sono indigeribili dagli enzimi del nostro apparato digerente, ma il loro comportamento è leggermente diverso a seconda che facciano parte del primo o del secondo gruppo. homer raffinatoComplessivamente hanno un’azione estremamente positiva sulla nostra salute, che si esplica in particolare nelle seguenti funzioni:

  
Effetto intestinale di trascinamento, con riduzione del tempo di transito dei cibi, e conseguente riduzione di fermentazioni indesiderate di cibi eventualmente indigeriti.

  Al contrario, rallentamento del tempo di transito gastrico, con riduzione della velocità di assorbimento degli zuccheri assunti insieme alla fibra (indice glicemico ridotto)

 Aumento della massa fecale, che diventa più idratata e pastosa, facilitando le funzioni di eliminazione (cellulosa)

Aumento dell’indice di sazietà dei cibi. Maggiore la quantità di fibra, maggiore il senso di sazietà fornito da un’uguale quantità di cibo.

  Riduzione dei livelli di colesterolo (in particolare per la pectina e le fibre solubili)

  Riduzione delle sostanze cancerogene e mutagene (e dei metalli pesanti) all’interno del tratto intestinale

 Arricchimento della flora intestinale con microrganismi utili

  Irrobustimento della parete dell’intero tratto digerente, con prevenzione della diverticolosi (degenerazione della parete intestinale)

  Prevenzione del cancro del colon e dell’ulcera gastrica

Riduzione dell’assimilazione delle calorie ingerite (a parità di assunzione) a causa dell’intrappolamento delle calorie stesse nelle strutture fibrose.

 
L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma si ridurrebbe ad una lunga citazione di dati statistici su popolazioni testate con alimentazione ricca o povera di fibre, con i conseguenti esiti sulla presenza di colesterolo “buono” (HDL) o “cattivo” (LDL), sul diabete, sui trigliceridi e così via. Volendo invece sintetizzare, e soprattutto capire i perché delle nostre scelte, è necessario come al solito fare riferimento al nostro antenato pleistocenico.

E’ del tutto evidente che se l’ambiente che ha dato definitiva forma biochimica e enzimatica al nostro organismo era quello di un milione e mezzo di anni fa, è a quello che dobbiamo rifarci quando vogliamo capire quale percentuale di fibra sia ideale per noi, oggi.

Se stimiamo la quantità di fibra che quell’uomo da cui discendiamo ingeriva ogni giorno, ci rendiamo conto subito del fatto che il suo apparato digerente (che è poi il nostro) era attrezzato a gestire percentuali notevoli di cellulosa, lignina, pectine. Non c’era frutto o prodotto della terra che non fosse assunto nella sua veste integrale.

L’alimentazione tipicamente da frugivoro era costituita da bacche e frutticini, da tuberi e radici dolci, da foglie succulente e saporite: tutta materia ricca o ricchissima di fibra, che doveva essere masticata molto a lungo per poter essere digerita (non è un caso che alcune importanti ghiandole digestive siano situate già in bocca).      

(da ' Dieta GIFT dieta di segnale' di Attilio e Luca Speciani)
Document made with Nvu