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Febbraio Il Cardo mariano
La silimarina e i suo isometro
principale, la silibinina, hanno
proprietà antiossidanti , antinfiammatorie ed antibiotiche. L’uso di questa
preziosa pianta è utile per la terapia del fegato agendo nei problemi di ingrossamento,
malattie epatiche da alcolismo, da consumo di droghe, epatite cronica, cirrosi
epatica, itterizia, sensibilità a sostanze chimiche, esposizione a tossine
industriali, programmi di disintossicazione. Rigenera i tessuti del fegato
danneggiati dall'epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali.
Aiuta anche contro la fatica, la depressione e le allergie alimentari. Il Cardo mariano previene il danno dei radicali liberi alle cellule del fegato, e stimola la produzione di nuove cellule (sintesi proteica o produzione di proteine di cellule), accelerando il processo di rigenerazione. Il fegato protegge il corpo da sostanze chimiche tossiche. Il cardo mariano,grazie alla silibinina, protegge il fegato dalle tossine introdotte con il cibo, l'acqua, l'aria e la pelle oltre che con sostanze farmaceutiche, anestesie ecc… Sarebbe quindi buona che venisse regolarmente consumato da coloro che hanno problematiche epatiche, come disintossicante nei cambi stagionali o quando ci si sente sovraccaricati nella digestione. In Germania, dove i prodotti erboristici devono essere sottoposti a verifiche per stabilirne l'efficacia, gli estratti di cardo mariano sono stati approvati per il trattamento di malattie epatiche sia acute che croniche. Come potenti antiossidanti e anticancerogeni, la silimarina e la silibinina possono proteggere contro danni da agenti tossici o ischemie ad altri organi oltre il fegato, specialmente i reni e il pancreas. Una delle più recenti e importanti scoperte è che il cardo può favorire la crescita di nuove cellule dove c'è bisogno di rigenerazione, mentre può arrestare la divisione cellulare in alcuni tessuti cancerosi. Lo stress ossidativo risulta
sempre più coinvolto nella comparsa delle complicazioni legate al diabete, dal
momento che può danneggiare direttamente le cellule beta del pancreas o portare
ad alterazioni metaboliche. Diversi studi clinici e sperimentali si sono
proposti di valutare l’azione dei nutrienti antiossidanti sul controllo
della glicemia in pazienti diabetici. Dai risultati ottenuti si è visto che
nei soggetti trattati In generale è più opportuno utilizzare l’estratto
secco e non quello alcolico, in considerazione del fatto che i trattamenti
vanno proseguiti per lungo tempo e che non è opportuno assumere alcol per
curare i problemi del fegato, di qualsiasi natura essi siano. Viene usata anche
per proteggersi dai danni indotti dall’utilizzo di raggi X e come coadiuvante
nel trattamento della psoriasi. La posologia consigliata è di solito di 80mg per tre volte al giorno. In
commercio vi sono numerose preparazioni, spesso in associazione a vitamine e ad
altri prodotti per la protezione del fegato Fonti:dr. Luca Avoledo, naturopata – www.eurosalus.com - Huseini
HF et al. ”The efficacy of Silybum marianum (L.) Gaertn. (silymarin) in the
treatment of type II diabetes: a randomized, double-blind, placebo-controlled,
clinical trial” Phytother Res. 2006 Oct. 30. - www.naturmedica.com - http://www.anagen.net/cardo.htm |
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